Le Parole per dirlo

24 agosto 2016 Recensioni libri

Le parole per dirlo – Marie Cardinal

Ella dirà “Ho parlato e l’ho liberata… Sono nata da lei a poco a poco… Ma la mia ricchezza è proprio nell’essere stata quella donna e quello che sono ora…”

È la storia tutta al femminile di un’analisi, di un graduale recuperò di sé, di una nuova nascita nella consapevolezza.

Marie nasce ad Algeri nel 1929 da una famiglia dell’alta borghesia da cui riceve un’educazione autoritaria e repressiva. Fortemente condizionata dalla cultura cattolica che contribuisce a svolgere un’influenza determinante, in particolare per quanto attiene il rapporto con il corpo e con il sesso, aspetti che saranno, sino ad un certo punto della sua vita, innominabili. È in questo contesto che la sofferenza si trasferisce sul corpo facendola rimanere imprigionata fino a trentanni, con la “Cosa” in un mondo di isolamento e di terrore. La “Cosa” è il male che la divora facendola sprofondare in un’angoscia senza fondo che la lascia sfinita, senza la possibilità di “vedere” e “sentire” l’altro, impadronita del flusso di sangue e continue emorragie che la lasciano scossa da tremiti e sudore.

Libro utile a tutte le donne e non solo, le cose che non si dicono, che non ci è permesso dire, che non si osa dire, che si reprimono a tal punto da sfociare in malattia.

Marie intraprende l’analisi e ci porta lungo il viale che percorre per sette anni, anni in cui a poco a poco la parola “diventa viva”. Il dolore è profondo e devastante, ma è solo attraversandolo che può arrivare alla consapevolezza, a far scomparire la “Cosa”, facendo nascere un’altra donna.